Diventare volontario sanitario: cosa puoi fare con poche ore alla settimana
- Gabriella Scrimieri
- Dec 11, 2025
- 3 min read
Updated: Dec 17, 2025
Gli ambulatori di Ali di Leonardo non esisterebbero senza l’impegno di infermieri, medici e volontari che dedicano tempo ed energie per garantire cure gratuite a chi non può permettersele. In un contesto in cui sempre più pensionati e persone del ceto medio rinunciano al privato per motivi economici, il ruolo del volontariato sanitario è diventato cruciale.Il Fatto Quotidiano+1
La buona notizia è che non serve “avere tutto il tempo del mondo”: anche poche ore a settimana, se organizzate, possono cambiare davvero la vita di qualcuno.
Chi può diventare volontario
Ci sono diverse figure che possono contribuire:
Infermieri (in servizio o in pensione), che desiderano mettere le proprie competenze al servizio dei più fragili;
Medici di base o specialisti, disponibili per consulenze e supporto ai casi più complessi;
Studenti delle professioni sanitarie, interessati a confrontarsi con la realtà dei quartieri popolari e dell’assistenza di prossimità;
Cittadini non sanitari, che possono affiancare il lavoro clinico con compiti organizzativi, logistici, di segreteria o comunicazione.
Il cuore del progetto è sanitario, ma intorno serve una vera squadra.

Cosa fa un infermiere volontario negli ambulatori
L’infermiere volontario è il perno dell’attività. Durante i turni in ambulatorio:
accoglie le persone e raccoglie la loro storia clinica;
misura parametri vitali, esegue medicazioni, supporta nella gestione delle terapie;
valuta quando è necessario il coinvolgimento di un medico;
spiega in modo semplice cosa significano i valori rilevati e perché certe cure sono importanti;
contribuisce a programmare controlli successivi e a mantenere la continuità del percorso.Sanitainformazione+2Il Giorno+2
Per molti professionisti è un modo per ritrovare il senso originario della professione, a contatto diretto con persone che altrimenti non avrebbero accesso alle cure.
Il ruolo dei medici volontari
I medici volontari, quando presenti, offrono:
consulenze su casi complessi seguiti dagli infermieri;
supporto nella definizione dei percorsi di cura più appropriati;
raccordo con strutture ospedaliere o specialistiche;
attività di formazione interna per gli altri volontari.
In un contesto segnato dalla carenza di medici di base, la loro presenza aiuta a dare solidità clinica ai percorsi avviati dall’ambulatorio.Fanpage+1
Come puoi aiutare se non sei un sanitario
Anche se non lavori in ambito sanitario, puoi essere una parte importante della rete:
accoglienza e segreteria: aiutare nella gestione degli accessi, delle prenotazioni e dell’archivio;
logistica: supportare nella gestione dei materiali, degli spazi, delle piccole manutenzioni;
comunicazione e fundraising: raccontare le storie dell’ambulatorio, organizzare raccolte fondi, coinvolgere aziende e donatori;
relazioni con il territorio: tenere i contatti con comitati, scuole, associazioni, parrocchie.
Ogni attività non sanitaria che qualcuno si prende in carico libera tempo per gli infermieri e i medici, che possono così concentrarsi ancora di più sulle cure.
Volontariato “oltre Milano”: progetti umanitari e internazionali
Ali di Leonardo non opera solo negli ambulatori cittadini: sostiene anche progetti umanitari in contesti internazionali difficili, come l’ospedale di Ambanja in Madagascar, dove l’obiettivo è migliorare le condizioni di vita di donne, bambini e famiglie in povertà.Quotidiano Sanità+1
Chi sceglie di fare volontariato con l’associazione può, nel tempo, contribuire anche a queste iniziative:
raccolta di materiali sanitari;
supporto logistico e organizzativo alle missioni;
sensibilizzazione sul legame tra salute, povertà e disuguaglianze globali.
Cosa ricevi in cambio (oltre alla soddisfazione personale)
Fare volontariato sanitario con Ali di Leonardo significa:
vedere subito l’impatto concreto del proprio lavoro;
lavorare in una squadra affiatata di professionisti che condividono valori e obiettivi;
crescere professionalmente nell’ambito della sanità di prossimità e dell’educazione sanitaria;
ritrovare un contatto più umano con la cura, al di fuori di tempi e logiche puramente aziendali.
Molti volontari raccontano che, dopo un turno in ambulatorio, “tornano stanchi ma più leggeri”: hanno rimesso le loro competenze al centro della relazione con la persona, non solo del protocollo.
Come candidarti come volontario
Se vuoi mettere a disposizione poche ore alla settimana per fare la differenza:
visita il sito di Ali di Leonardo,
vai alla sezione contatti o volontariato,
invia una breve presentazione con le tue competenze e la tua disponibilità.
L’associazione ti ricontatterà per valutare insieme il modo migliore di inserirti nei turni degli ambulatori o nelle altre attività.


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