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Perché un ambulatorio infermieristico gratuito nei quartieri popolari è essenziale

  • Writer: Gabriella Scrimieri
    Gabriella Scrimieri
  • Dec 11, 2025
  • 3 min read

In molte zone di Milano, soprattutto nei quartieri popolari, accedere alle cure di base non è affatto scontato. Mancano medici di medicina generale, i pediatri sono pochi, le liste d’attesa si allungano e chi non può permettersi il privato finisce per rinunciare a curarsi finché la situazione non diventa emergenza. In questo contesto, un ambulatorio infermieristico gratuito di prossimità non è un “servizio in più”: è spesso l’unico presidio sanitario reale per centinaia di persone.


Quando mancano i medici, i quartieri restano scoperti

Secondo i dati raccolti da Ali di Leonardo e diffusi dalla stampa, in Lombardia mancano oltre 1.300 tra medici di base e pediatri, con un peggioramento costante negli ultimi anni. In alcune zone periferiche di Milano, come Ponte Lambro, esiste addirittura un solo medico di base per più di 5.000 abitanti, e circa 350 bambini senza pediatra.




Questo si traduce in un effetto molto concreto:

  • anziani cronici che non sanno a chi rivolgersi,

  • persone con redditi bassi che non possono pagare visite private,

  • famiglie con bambini che faticano a gestire patologie anche banali,

  • cittadini senza tessera sanitaria o in condizioni di marginalità sociale.

Senza un presidio di prossimità, la salute diventa un problema rimandato, spesso fino al pronto soccorso.

Cos’è un ambulatorio infermieristico gratuito di prossimità

L’ambulatorio infermieristico gratuito è uno spazio in cui infermieri e medici volontari accolgono le persone del quartiere per offrire:

  • misurazione di pressione, saturazione, glicemia e parametri vitali,

  • medicazioni e piccole cure infermieristiche,

  • gestione di terapie in corso (per diabete, ipertensione, patologie croniche),

  • prima valutazione infermieristica e invio al medico o agli specialisti quando necessario,

  • ascolto, educazione sanitaria e orientamento ai servizi esistenti.


Non sostituisce il medico di base né il pronto soccorso, ma fa da ponte: intercetta i problemi prima che diventino gravi, aiuta le persone a non perdersi tra burocrazia e liste d’attesa, accompagna chi è più fragile dentro il sistema sanitario.


Perché è fondamentale nei quartieri popolari

L’esperienza di Ali di Leonardo nasce proprio nelle case popolari di viale Molise, nel quartiere Calvairate–Molise–Ponti, dove il primo ambulatorio di volontariato segue oltre 135 pazienti residenti negli stabili circostanti. A questo si è aggiunto un secondo ambulatorio a Ponte Lambro, altra periferia milanese con forti criticità sanitarie e sociali


Nei quartieri popolari, le barriere all’accesso alla salute non sono solo economiche:

  • c’è chi vive solo e non riesce a spostarsi,

  • chi ha problemi linguistici o culturali,

  • chi ha avuto esperienze negative con le istituzioni e si fida poco di “uffici e sportelli”,

  • chi ha patologie psichiatriche o condizioni di fragilità che rendono difficile gestire le terapie.

Un ambulatorio gratuito “sotto casa” abbatte queste barriere: è raggiungibile a piedi, è conosciuto nel quartiere, funziona con logiche di ascolto e relazione, non solo di burocrazia.

Prevenzione, ascolto e presa in carico

Il valore di un ambulatorio infermieristico gratuito non sta solo nelle prestazioni tecniche, ma anche in tutto ciò che avviene intorno:

  • prevenzione: controlli regolari evitano che piccoli segnali vengano ignorati;

  • continuità: chi torna periodicamente viene seguito nel tempo, non “una volta e basta”;

  • presa in carico: si lavora per ricostruire percorsi di cura, attivare medici, specialisti, servizi sociali;

  • rete: l’ambulatorio dialoga con associazioni, comitati di quartiere, scuole, parrocchie, creando una rete di protezione intorno ai più fragili.

In molti casi, una pressione misurata al momento giusto, una glicemia controllata, una terapia rispiegata con calma fanno la differenza tra una malattia gestita e un ricovero in urgenza.

Il caso Ali di Leonardo: un modello replicabile

Ali di Leonardo dimostra che un gruppo di infermieri e medici volontari, se organizzati e sostenuti dal territorio, può aprire ambulatori gratuiti efficaci anche con risorse limitate. Oggi l’associazione è attiva in due quartieri di Milano, ma il bisogno è molto più ampio e riguarda molte altre zone della città e della Regione Lombardia.

Questo modello è replicabile ovunque siano presenti:

  • una forte carenza di medici di base,

  • fasce di popolazione in difficoltà economica o sociale,

  • una rete di volontari motivati e coordinati.


Cosa puoi fare tu

Se credi che il diritto alla cura non debba dipendere dal reddito o dal CAP, puoi:

  • sostenere economicamente gli ambulatori con una donazione,

  • mettere a disposizione le tue competenze sanitarie come volontario,

  • aiutare a far conoscere questi progetti nel tuo quartiere o nella tua azienda.


Ogni contributo è un tassello in più per garantire assistenza sanitaria gratuita a chi oggi rischia di restare invisibile. DONA

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